Il flauto accompagna l’uomo fin dall’alba del suo tempo. L’aver appreso come “soffiare” in una canna, mettendo in “movimento” l’aria immota in essa contenuta, e dando “vita” a dei suoni organizzati è uno degli archetipi più antichi: forse l’immagine stessa della (sua) Creazione.

Da allora l’uomo ha re-inventato il flauto una moltitudine di volte in molteplici forme secondo le esigenze musicali ed estetiche delle varie epoche.

Il lavoro del costruttore di strumenti musicali è da sempre collocato in quel crocevia dove arte e scienza, sapienza e abilità, tecnologia e manualità convivono nella persona del  “maestro artigiano”.

Martin LOT

September 29th, 2007

Martin LOTFlauto ad una chiave da Martin LOT (fratello del più noto Thomas, Parigi dopo 1750), al suo diapason originale di 415hz.

Anonimo in Assisi

September 29th, 2007

Anonimo in AssisiFlauto ad una chiave in tre pezzi da un originale anonimo proveniente dalla biblioteca del Capitolo di Assisi. Uno dei soli due esemplari di flauto “intermedio”esistenti del periodo precedente la diffusione del flauto conico francese tipo Hotteterre (Italia? Intorno al 1670). Proposto al diapason originale di 390/392hz.

Anonimo in AssisiAnonimo in AssisiAnonimo in AssisiAnonimo in AssisiAnonimo in Assisi